Intervista a Cinzia Diodati – Before & After

Architetto & Home Stager

 

Cinzia è un vulcano. Sprizza gioia (e voglia di fare) da tutti i pori.

Nata a Padova, ha lavorato per anni in un noto studio d’architettura in Spagna, dove deve aver fatto evidentemente una scorpacciata di sole e solarità. Un’enorme passione per l’illustrazione, la grafica e i colori. Tornata in Val Padana si è tuffata nel mondo dell’home staging, decidendo di aprire anche un blog: Before & After, fonte di tante mie ispirazioni.

Ci siamo conosciute grazie ad Internet, a Facebook e alla nostra comune passione per il blogging. L’ennesima dimostrazione del potere della rete.

Ho chiesto a lei, in qualità di architetto, di parlarmi del bagno dal punto di vista progettuale. Mi domandavo come fosse cambiato lo spazio abitativo del bagno negli ultimi anni, e se ci fossero differenze tra il mercato italiano e quello spagnolo. Le ho posto alcune domande, e lei è stata felice di rispondermi (e di invitarmi a pranzo!).

 1. Com’è cambiata la stanza da bagno negli ultimi anni (negli ultimi 10 anni ad esempio)?

A mio avviso negli ultimi anni i cambiamenti non sono stati così eclatanti; si è cercato più che altro di innovare materiali e forma dei sanitari o il tipo di rivestimento delle pareti. Ad esempio, appena introdotti i nuovi materiali sintetici quali Corian, Silestone, Cristalplant e simili, le aziende hanno iniziato a proporre lavabi di design dalle forme originali e innovative… bellissime – per carità – ma poco funzionali, per cui si sta lentamente ritornando a proposte più comode e “tradizionali” per soddisfare le esigenze di una famiglia comune. 

Solo nelle sale da bagno di un certo livello ho notato modifiche nell’organizzazione degli spazi. Mi sono trovata a progettare bagni quasi completamente aperti, con vetrate affacciate sulla camera da letto che lasciavano a vista non solo lavabo e vasca ma anche la zona dei sanitari… certo, è molto facile essere originali con un bagno enorme e un budget molto alto a disposizione.  Lo studio spagnolo per cui lavoravo non si occupava solo di edilizia privata, per cui ho avuto modo di progettare sale da bagno molto particolari per centri benessere, con 4 lavabi, due wc (uno per lui e uno per lei), grandi vetrate divisorie, lastre di marmo …

Negli ultimi anni ho notato inoltre la tendenza a collocare il bagno direttamente in camera da letto, a volte per problemi di spazio, ma spesso proprio per scelta. A mio avviso la cosa è giustificabile solo se nell’abitazione è presente un altro bagno che possa servire gli ospiti.

Altro cambiamento da menzionare quello nei rivestimenti a terra o alle pareti: la ceramica resta sempre la scelta preferita, nonostante l’introduzione di materiali nuovi, ma sono cambiati i tagli e le dimensioni delle piastrelle: vanno molto le piastrelle rettangolari o i listelli di finitura che creano disegni e composizioni sempre più sofisticate. Ultimamente anche in Spagna si sono diffuse piastrelle che imitano la finitura del legno ad esempio. Certo, non daranno mai lo stesso calore, però sono una valida alternativa.

2. Quali sono le differenze più evidenti tra un bagno italiano e uno spagnolo?  

Riflettendo sulle differenze nella progettazione delle stanze da bagno mi sono resa conto che non è tanto la cultura ad essere differente, quanto le necessità. Tralasciando dettagli legati ai regolamenti edilizi, che poi variano anche qui di città in città, mi riferisco alle differenze dettate dalla posizione geografica. Ad esempio a Valencia (dove abitavo) è già difficile avere il riscaldamento in casa, figuriamoci in bagno. Nei bagni più datati è ancora possibile trovare delle stufette a incandescenza collocate sopra la porta d’ingresso che vengono accese in caso di necessità.

Altre differenze possono essere la presenza o meno del bidet,  che è utilizzato solo in alcune parti della Spagna, o la dimensione del bagno. Da normativa, infatti, le camere spagnole hanno una metratura minima inferiore rispetto a quelle italiane, e questo vale anche per il bagno. 

Anche nei rivestimenti ho trovato qualche differenza: non dimentichiamo che la zona di Valencia è famosissima per la produzione di ceramica e per questo oltre ad usare esclusivamente prodotti spagnoli, si possono trovare forme e soluzioni veramente originali. Un rivestimento tipico ad esempio è il Trencadis (foto sopra).

(Il Trencadis viene realizzato mediante applicazione di frammenti di ceramica o pezzi di vetro tagliati in modo irregolare. La tecnica fu utilizzata da diversi architetti modernisti, ma il più noto fu sicuramente Gaudì, ndr – fonte: Wikipedia).

Anche i materiali sintetici sono prodotti proprio nelle vicinanze di Valencia, quindi anch’essi ormai sono di uso quasi comune per le nuove stanze da bagno, soprattutto per la zona lavabo!

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Ringrazio Cinzia Diodati per la disponibilità e l’entusiasmo, ricordandovi che potete contattarla ai recapiti indicati nel suo blog  www.beforeandafterhs.blogspot.it.

Insieme ci siamo divertite a parlare della Spagna, delle sue esperienze, del suo attuale impegno come home stager e dei suoi progetti futuri. Ecco la foto scattata dopo l’intervista 🙂

E voi? Quali cambiamenti avete notato nella stanza da bagno negli ultimi anni ? Io ricorderei ad esempio la tendenza a “sospendere” tutti gli elementi d’arredo: dai sanitari ai mobili da bagno sospesi, ultimamente si preferisce optare per complementi rialzati per facilitare la pulizia. Anche i sanitari a filo parete sono una novità affermatasi nelle ultime produzioni delle aziende del settore bagno, e non nascondo che io li preferisco rispetto ai sospesi…

Se vi viene in mente qualche ultima novità … i commenti aspettano solo voi 🙂

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