Io sono cresciuta a Napoli.

O meglio, ho passato i primi dieci anni della mia vita lì, in una grandissima casa fatta costruire da mio nonno per tuuuuutta la famiglia. La mia casa era identica (speculare) a quella dei miei nonni, che abitavano alla porta accanto. Case enormi, con enormi corridoi, enormi bagni e un ingresso che ora mancopersogno.

Erano gli anni ’80, epoca di lavandini a colonna, piastrelle a tutta altezza (spesso di un colore improbabile) e sanitari color champagne – *cin cin*. Nei bagni padronali, realizzati nelle due case perfettamente uguali, c’era una vasca da bagno stranissima, che non ho mai visto altrove. Mio padre mi racconta che mio nonno la scelse su consiglio del rivenditore a cui si affidò, che gli raccontò che era un pezzo di design e che non ce l’aveva nessuno. Etecredo, pensammo poi tutti.

Tra gli aneddoti di famiglia si racconta spesso di questa vasca così singolare che avevamo nei bagni, scherzando sulla sua scomodità, e non riusciamo mai a far capire agli altri com’era fatta. Ricordiamo solo che non si capiva come doveva essere usata. Noi, gente normale che non capivamo ‘na ceppa di design e non sapevamo cosa avevamo in casa.

Quella cosa lì” era troppo scomoda. Di dimensioni strane (credo 120 x 120), stondata e con un bordo più alto ai lati e più basso al centro, una seduta nell’angolo e il fondo troppo piccolo per potercisi stendere. Talmente scomoda che ad un certo punto questa vasca è stata distrutta (in entrambi i bagni) per far posto ad una comunissima e banalissima vasca 70×170. 

Odiata da tutta la famiglia perché impossibile da usare, della vasca non rimane traccia, neppure una fotografia. 

 

Vasca Tinoccia, designed by Antonia Campi

 

Qualche mese fa (anzi, un anno fa!!) mi arriva una copia di una rivista a cui sono abbonata (Il bagno – oggi e domani). Inizio a sfogliarla – dalla fine, come sempre – e resto a bocca aperta davanti a una foto.

Il bagno oggi e domani | Gennaio 2013

Vasca Tinoccia Antonia Campi

La mia vasca! Oddio! Allora non era un’allucinazione, esisteva davvero!

In onore dei 40 anni della rivista, c’era uno speciale dedicato alle donne che hanno avuto un ruolo importante nella storia del design del bagno. Tra queste, Antonia Campi, designer italiana nata nel 1921 a cui si deve il merito di aver rivoluzionato il concetto di arredo bagno.

Insignita nel 2011 del prestigioso premio Compasso d’Oro, Neto – questo il suo soprannome – ha guidato la direzione creativa di Pozzi Ginori dando vita (tra le altre) alle collezioni Ipsilon e alla vasca Tinoccia… il cui unico esemplare venduto probabilmente giaceva incompreso nel mio bagno.

Si deve a lei l’idea di utilizzare la ceramica colorata (non più bianca, come si era fatto sino ad allora) e la concezione di bagno non più solo come ambiente da utilizzare ma come luogo da vivere, stanza del benessere. Le forme diventano sinuose, le linee si ammorbidiscono, i richiami alla natura si fanno predominanti.

[quote]Stanca però di essere imitata e mal interpretata, nel 1957 preferisce trasferirsi in un altro settore dell’azienda, quello dei sanitari: è l’inizio di una vera e propria rivoluzione fatta, innanzitutto, di forme nuove, attente all’ergonomia, e dell’inserimento del colore. Il bagno non è più un luogo da tenere nascosto, quasi sconveniente, ma un ambiente fresco, luminoso, da mostrare e da ammirare. Da menzionare per la forza innovativa i sanitari Torena (1958), che evocano la superficie a lamelle di un fungo con il lavello dal profilo asimmetrico; e la vasca Tinoccia del 1976-1977, che assomma diverse funzioni (Credits).[/quote]

Insomma, io avevo in casa dei pezzi unici, esemplari che hanno fatto la storia italiana del bagno e non l’ho mai saputo. Ma soprattutto… non l’ho mai capito! Quella vasca era stata concepita da Neto per essere vasca, doccia e bidet insieme. Ecco perché non capivamo come usarla…

 

Era destino?

Sono cresciuta in un bagno in cui c’erano due serie storiche dell’arredo bagno made in Italy, la serie Ispilon e la vasca Tinoccia (in colore chamapagne!).

La mia storia si intreccia con la storia del bagno. A questo punto posso affermare soddisfatta che Bagnidalmondo era nel mio destino, no?  

Non fa una piega.

:-p

Il design fa parte delle nostre vite. Anche chi pensa di non esserne interessato o di non averci a che fare per niente viene a contatto con il design, magari inconsapevolmente. Dietro ai prodotti che abbiamo in casa spesso si nascondono lunghe storie. Storie di persone, di designer, di idee e di aziende, di piccole rivoluzioni, di intuizioni e grandi conquiste.  Dietro alla forma di una maniglia, di una poltrona, di una sedia… ci può essere un’intera vita di pensieri e di lavoro.

Il design è ovunque.

Credits: Wikipedia | Foto in evidenza: Archivi Pozzi Ginori