Non vorrei sembrare ripetitiva… ma il potere della rete mi si manifesta sempre più spesso. Succede che trovi degli amici virtuali che diventano amici veri, che decidono di condividere con te momenti e ricordi. È successo qualche giorno fa, quando ho ricevuto il racconto di un lettore anonimo che ha condiviso i suoi ricordi e il significato che ha per lui la stanza da bagno. Ed è successo oggi.

Quello che segue è il racconto di un’amica, Cristiana Tumedei, web copywriter di QuiCopy. Commovente e intimo. Non aggiungo altro…

 

[quote]Quella che sto per raccontarti è la storia di una bambina e della scoperta che anche un luogo così privato come la stanza da bagno può trasformarsi in un ambiente familiare e accogliente.

Un tempo c’era una bambina che trascorreva le sue giornate osservando il mondo. Nulla sfuggiva al suo sguardo: uno stelo d’erba mosso dal vento, un uccello svolazzante, un bocciolo reciso. Tutto per lei era incantato. Dietro a ogni soffio di vento c’era un mondo da scoprire, da immaginare.

Un giorno, proprio quando l’unica cosa di cui aveva bisogno era un po’ di magia, fu attratta da un suono. Lo seguì e si ritrovò nel bagno di servizio a osservare la sua vecchia bisnonna lavare i panni. La donna la invitò a farle compagnia, così si sedette sulla tazza del water, rimanendo affascinata da quei movimenti ritmici e misurati. 

Ogni gesto, ogni spostamento delle mani della vecchia la rapiva, portandola in luoghi lontani. Poco dopo, la donna iniziò a raccontare. Quella che narrava non era una storia qualunque, non una di quelle che piacciono ai bambini. Nessuna fata, gnomo o cavallo bianco. Le parole che uscivano dalla sua bocca trasudavano ricordi. Un’esistenza fatta di sacrifici, di segreti mai svelati che la vecchia decise di raccontare alla giovane affinché non rimanessero confinati nella sua memoria. 

La bambina restava ad ascoltarla, anche se non capiva tutto ciò che la donna le narrava. Quelle immagini, però, l’avevano colpita. Così ogni domenica raggiungeva la vecchia bisnonna nel bagno, si sedeva sul water e le chiedeva di raccontare. Ancora la piccola non lo sapeva ma, dopo qualche anno, lei sarebbe stata la sola depositaria di quell’inestimabile tesoro. 

Quando la donna morì, la bambina non poté rassegnarsi all’idea di aver perso una confidente così sincera e decise che la stanza da bagno sarebbe diventata per lei il luogo delle parole. Non più un ambiente da vivere soli, in cui rifugiarsi per fare ciò che il pudore ci insegna. Bensì quello dell’intimità, dei segreti svelati a chi amiamo, delle fantasie e del confronto. Una stanza in cui ritrovarsi a parlare, regalandosi storie. Piccoli pezzi di vita che, altrimenti, resterebbero celati nei nostri ricordi.[/quote]

 

 

Photo Credits: lonelyreviewer.com

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Ognuno di noi ha qualcosa da raccontare sul proprio rapporto con la stanza da bagno. Ricordi, abitudini, aneddoti. Questo messaggio è arrivato così, come potrebbe arrivare il tuo. Se ti va di partecipare, ti basta scrivermi: info@bagnidalmondo.com.

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 Photo credit: ipensieridelpiccoloprincipe.blogspot.it