Nel precedente post abbiamo scoperto che il sapone solido è stato introdotto per la prima volta dagli Arabi nell’800 d.C.

Grazie alle Crociate, il processo di saponificazione basato sulla combinazione di olio d’oliva, olio di alloro, acqua e soda caustica, arrivò nel Mediterraneo, dapprima in Spagna e Sicilia e successivamente in Liguria e Francia. La tecnica di lavorazione del sapone si diffuse proprio a partire dalle zone costiere, grazie alla presenza degli ulivi e alla possibilità di ricavare le ceneri necessarie dalle piante marine.

Durante il Medioevo però, non si ebbe una vera e propria diffusione del sapone, causa anche la scarsa abitudine alla pulizia e all’igiene personale di quel periodo. La sua produzione non decollò infatti sino al XVI secolo.

Gli inizi della produzione artigianale del sapone

Genova, Venezia, Marsiglia (dov’è nato il celebre sapone omonimo) e Savona (da cui “savon” in francese – sapone) furono i centri in cui nel XV secolo si iniziò a produrre artigianalmente il sapone. Proprio a Savona, secondo alcuni testi francesi, la moglie di un pescatore scoprì per caso la ricetta del sapone, facendo bollire della lisciva di soda (una cenere) in un pentolino con olio d’oliva e ottenendone un sale (il sapone, appunto, è un sale che nasce dalla reazione chimica tra un grasso vegetale e un alcale).

Al via la produzione industriale di sapone

Nel XV secolo a Savona si sviluppò una fiorente industria saponiera che utilizzava materie prime di ottimo livello, ma nel secolo successivo fu la Francia a sviluppare fortemente il commercio dei saponi. Luigi XIV (il Re Sole) rese la città di Marsiglia il cuore pulsante dell’industria del sapone, facendo costruire manifatture di sapone a Tolosa prima e Marsiglia poi, e fu dal porto marsigliese che partirono i primi carichi per il Nord Europa provenienti da Savona e Castiglia (Spagna). Gli inglesi infatti chiamano il sapone a base di olio di oliva “sapone di Castiglia” (anche se la ricetta originale è differente da quella del sapone francese).

Il sapone di Marsiglia

Il Sapone di Marsiglia era il frutto della lavorazione di olio d’oliva, acqua, sale e soda naturale (ottenuta dalle ceneri di una pianta di palude – la salicornia) ma fino alla rivoluzione industriale fu prodotto a livello artigianale. Solo nel 1790 un chimico francese, Nicolas Leblanc, scoprì il metodo per ottenere chimicamente la soda dal sale, aprendo la strada all’industrializzazione della lavorazione del sapone. Nei primi anni del 1800 furono aggiunti alla ricetta anche altri oli vegetali all’olio d’oliva, quali olio di palma, di cocco o di sesamo.

Il metodo Leblanc venne sostituito dal metodo Solvay (attualmente adoperato) quasi un secolo dopo, nel 1870. In quegli anni, grazie alla diffusione su vasta scala del sapone, l’abitudine al bagno venne acquisita anche dal ceto medio-basso, se non altro come strumento di difesa dalle malattie. Alla fine del 1800 il sapone era venduto in tutto il mondo, alimentando fortemente anche l’industria pubblicitaria.

Storia del sapone: immagini vintage

Ho approfondito la ricerca, e ho raccolto in rete alcune fantastiche immagini vintage di etichette di sapone o di “spot” dell’epoca. Ne farò un post dedicato, ma intanto ne condivido alcune – ditemi se non sono bellissime:

Nel 1906 fu ufficializzata la formula del sapone di Marsiglia originale: 72% di grassi vegetali e 28% di acqua, tuttora gli unici ingredienti del famoso sapone. A lato, una bellissima immagine illustra le saponette di Marsiglia stoccate in un magazzino di una storica fabbrica francese: La Savonnerie Rampal Latour, in vita dal 1828.

L’evoluzione dell’industria saponiera

Durante le guerre mondiali, a causa della difficoltà a reperire materie prime naturali, vennero introdotti i saponi sintetici a base di perborato e silicati. Il primo sapone in polvere fu prodotto dalla società tedesca Henkel (già sentita, no??).

L’industria saponiera attuale è molto diversa, ma alcune aziende utilizzano ancora la formula originale per produrre il sapone. Purtroppo, negli ultimi decenni è sempre più difficile trovare un sapone naturale e non irritante, ma vengono ancora prodotti saponi di elevata qualità.

L’immagine qui sopra rappresenta l’odierna lavorazione del sapone, in una nota fabbrica fiorentina, attiva – pensate – dal 1612. Più di 400 anni di storia del sapone, raccontati dall’ Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella.   Presso la loro sede, dove troviamo sia lo stabilimento produttivo sia il negozio, è anche possibile visitare un museo dedicato proprio alla storia del sapone.

Che ne dite, guarderete la saponetta che avete sul lavabo in modo diverso d’ora in poi?