Quando Liliana ha postato queste foto sulla fan page di #bagnidalmondo ho pensato fosse uno scherzo.

Poi ho scoperto che c’era stata davvero.

Ho scoperto che Liliana è una blogger che cura un simpatico blog insieme a sua figlia Valeria, di soli 11 anni (avete capito bene – e probabilmente è  pure più brava di me). Una viaggiatrice giramondo che ha deciso di raccontare i suoi viaggi attraverso la rete, e a cui ho chiesto di raccontarci i suoi #bagnidalmondo, in questo caso #bagnidallosrilanka: sarà lei a raccontarci la sua esperienza:

In Sri Lanka per un bagno nella giungla!

“Eravamo in Sri Lanka, più precisamente a Kalpitiya, nel nord ovest dell’isola. La zona in cui ci trovavamo non era una zona turistica pertanto non c’erano altre possibilità di alloggio; dovendo partire prestissimo l’indomani mattina abbiamo dovuto necessariamente dormire in questo posto.

Eravamo in mezzo ad una zona paludosa ai margini della giungla, che poteva essere rischiosa anche per via della malaria. La nostra “cabana” (il nostro alloggio) era su un isolotto dedicato, grande giusto qualche metro quadrato in più della capanna stessa. In pratica a poco più di un metro dalla soglia c’era il canale pieno di serpenti, varani, lucertole, insetti, e… sì… anche qualche coccodrillo!

Il nostro bagno era all’esterno, ed era dotato di lavandino e water. Una “parete” di foglie di palma lo separava dalle altre cabane e dagli altri isolotti garantendo la privacy necessaria…almeno secondo loro! Davanti a noi: la giungla sconfinata!

  La doccia era altrettanto spettacolare: un piatto doccia piastrellato con un cordolo di cemento. 

Ma la cosa più bella era il tubo dell’acqua (rigorosamente solo fredda… ma in Sri Lanka, date le temperature, vi assicuro che era l’unica cosa a non essere un problema!). Il tubo di plastica per l’erogazione dell’acqua era inserito all’interno di un tronco, e un fascio di rametti imitava un soffione per la doccia. [Altro che soffione high tech con effetto cascata e ugelli anticalcare – n.d.r.]

Ovviamente bastava aprirlo per essere letteralmente attaccati da una nuvola di insetti di dimensioni enormi. Se non altro non c’era il rischio di prendersi allergie al nichel o ad altri metalli…garantito !!!

La cosa più bella di questo “bagno” era il modo in cui dovevamo utilizzarlo.

Nella notte la corrente andava e veniva (con buona pace del mio caricabatterie dell’iphone che moriva inesorabilmente). Fortunatamente potevo utilizzare l’utilissima app i-torcia. Provate ad immaginarvi seduti lì, nella giungla piena di rumori di ogni tipo, con una quantità inimmaginabile di animali di qualsiasi genere, a ruotare continuamente la vostra lucina nel tentativo di capire se quelli che stavate inquadrando potevano essere animali pericolosi, tipo pipistrelli (che qui hanno un’apertura alare di due metri!), coccodrilli e varani di dimensioni enormi…solo per citare quelli conosciuti!

Insomma… vi assicuro che l’arrivo dell’alba lo abbiamo accolto un po’ come una benedizione, ma quella cabana è un luogo che ci è rimasto nel cuore. Una delle esperienza più belle vissute in Sri Lanka.

Forse un po’ anche per via di questo bagno!!?

 Foto e racconto di Liliana Monticone

Come vedete, ci sono ben altri modi di intendere le parole comfort, bagno, comodità. Molto probabilmente ciò che Liliana ha incontrato verrà considerato dalla popolazione locale un bagno di gran lusso. Se vi va, potete leggere l’intero racconto del viaggio in Sri Lanka direttamente sul suo blog.

Intanto io vi ricordo che potete partecipare a questo viaggio quando volete, per raccontarmi i vostri #bagnidalmondo.