scene da uno showroom di arredo bagno

Se mi seguite da un po’ sapete che mi occupo di arredo bagno da un po’ di anni… precisamente da quando mi sono laureata, nel lontano 2004.

Ho sempre desiderato lavorare nel settore arredamento, una delle mie passioni fin da ragazzina. Gestisco il mio showroom dal 2007, e sono felice di aver avuto questa possibilità. Se oggi sono quello che sono (e se esiste Bagnidalmondo!), è anche grazie a questa straordinaria esperienza. Sono cresciuta professionalmente, ho imparato tantissime cose (ne ho da imparare altrettante) e quando ho aperto questo blog l’ho fatto anche per mettere nero su bianco ciò che so e ciò che amo.

Questo però non è un post romantico (non lo sono neppure io), quindi veniamo al succo: nel corso degli anni in showroom ne sono successe di tutti i colori. Richieste assurde di clienti assurdi, situazioni imbarazzanti e alquanto improbabili, momenti da cancellare e momenti da ricordare.

Sì, perché il mio lavoro mi fornisce una caterva di situazioni tragicomiche da cui ho deciso di trarre spunto per dare vita ad una nuova categoria: Scene da uno showroom. Vi racconterò quello che accade tutti i giorni in negozio, tra clienti folkloristici e rappresentanti d’altri mondi. Potrebbero farne una sit-com, credetemi.

In realtà senza saperlo tempo fa avevo già scritto un post  per questa categoria (La qualità si paga. Sempre), ma forse non avevo ancora messo a fuoco la cosa.

 

Vita di showroom

showroom arredo bagno

La rubrica crescerà strada facendo, in effetti ci sarebbero davvero tante cose da raccontare, lavorare in uno showroom di arredo bagno ti da tanti di quegli spunti…

Di quei clienti che ti fanno fare 10 preventivi e poi si danno per dispersi.

Di quelli che hanno paura che tu li aggredisca fisicamente e ancora prima che tu dica “buonasera” ti precisano che “danno solo un occhio”.

Della variegata fauna dei rappresentanti, su cui ci sarebbe da scrivere un poema…

Di quella volta che una cliente è finita faccia a terra inciampando nella pedana.

O di quella in cui ho salutato una signora dicendole “le faccio un colpo di Natale prima di telefono”.

O ancora, di quella volta in cui ho scambiato un agente per un cliente e ho iniziato a fargli domande per sapere se era soddisfatto dei mobili acquistati.

 

Ovviamente vi racconterò tutto questo con il mio solito tono ironico, perché delle cose mi piace sempre vedere il lato comico.

Vi aprirò le porte dello showroom, o quelle di un qualsiasi showroom di arredo bagno di una qualsiasi città.

Se vi va di cominciare ad entrare, vi offro un caffè 😉

Continua…