business man and women

Un guest post di Beppe Timpanaro*

 

Quella che segue è la risposta provocatoria e divertente al post sui rappresentanti Scene da uno showroom #6]

Dopo aver letto il mio post sui rappresentanti, Beppe ha deciso di rispondere con la sua versione dei fatti, descrivendo in modo divertente i venditori di sala mostra. Il suo messaggio – che ho riportato integralmente – era talmente divertente e ben fatto che ho deciso di trasformarlo in post.

Ecco a voi le categorie di venditori di sala mostra che potrete incontrare, secondo Beppe, ma anche secondo me. Spero di non dover specificare che qui si scherza sempre 😉

 

Il pessimista cosmico

Categoria trasversale tra venditori e agenti. Sono i venditori che riservano un sorriso finto e molto tirato solo al proprio titolare, ma che appena parlano con qualsiasi altra persona, e in particolare con l’agente di turno, sfogano tutta la loro negatività sulla crisi, sui clienti rompiscatole poco comprensivi e che non pagano; sui prodotti inadeguati, sulle aziende impreparate e inefficienti, ma soprattutto sul titolare al quale hanno appena dedicato un sorriso a 32 denti.

Trovo strano che possano diventare improvvisamente convincenti davanti a un cliente.

 

Il presuntuoso

Ogni tanto è anche un PESSIMISTA COSMICO (perché vede nel futuro delle congiunture economiche) ma non sempre. In questo caso la negatività lascia spazio alla presunzione di sapere tutto, di avere il mercato in pugno e di saper plasmare la volontà del cliente (un portafoglio con le gambe tendenzialmente ignorante). Si caratterizza per le promesse esose di vendita e raggiungimento dei premi (“seeh, 100 mila euro li faccio in 3 mesi!”), per l’atteggiamento scazzato nei confronti dei clienti.

Ha fatto suo l’insegnamento di Marco Ferradini “prendi un cliente, trattalo male“, convinto che sia il metodo migliore. Purtroppo non sa che appena usciti dal negozio molti di questi “portafogli con le gambe” chiamano l’azienda madre chiedendo i contatti di un altro rivenditore in zona (è a 30km?! Va bene lo stesso! Non è cosi lontano…)

 

L’incompetente

Sono 30 anni che “vende” il prodotto, ma non ha ancora capito come funziona e quali sono le caratteristiche. Hai perso ore e ore per fargli corsi di formazione e di aggiornamento ma nulla… continua a sbagliare i preventivi e gli ordini degli accessori. Si perde in un bicchier d’acqua e davanti al cliente è perennemente a telefono con l’agente. Non riesce a veicolare neppure una vendita e ti chiedi come faccia ad avere ancora un lavoro.

“Ai tempi della lira c’era spazio per tutti”.

 

Il passivo

Talvolta è anche un INCOMPETENTE, ma non sempre. Semplicemente non è portato/organizzato per una vendita metodica. Si può riassumere tutto nel seguente dialogo (molto semplificato):

– Agente: “vendi X, che guadagni e non hai problemi”.
– Venditore: “ma non me lo chiedono”


Ecco, a questo punto il rappresentante medio vorrebbe spaccargli il lap-top sulla testa, ma si trattiene. La migliore variante a questa giustificazione è quella geografica: “ma in questa zona ‘sto prodotto non va”… Vagli a spiegare che a 5 km da li c’è l’Eldorado.

 

Il trafelato

business man with tabletE’ costantemente indaffarato a fare qualsiasi cosa. Ti chiede di prendere l’appuntamento per poi disdirlo, quando va bene, 30 minuti prima… quando va male, nel momento stesso in cui varchi la porta; non fa niente che che tu abbia fatto 100 km per andare in culo ai lupi. Quando sei fortunato riesci a convincerlo promettendogli che farai in fretta, seguendolo anche in magazzino e al bagno pur di non fargli perdere tempo “prezioso”… fin quando non ti rendi conto che sono passate due ore ed è lui che non ti molla più! 
Fidatevi che non avrà capito una parola di quello che gli avete detto nei primi fondamentali 5 minuti (bastavano quelli), per il resto dell’incontro avrà perso tempo raccontandovi i fatti suoi, facendo avanti e indietro tra la sala mostra e il magazzino, scherzando con tutti quelli che gli capitano a tiro e offrendovi anche un caffè (lui avrebbe bisogno più che altro di una camomilla). Non capirete mai realmente il perchè della sua perenne fretta…

 

Il Papa

Solitamente è il responsabile di sala mostra (qui non mi voglio soffermare sui titolari). Per esprimersi appieno, la figura del papa deve circondarsi di fedeli segretari e camerlenghi. Per poter parlare con Lui devi redigere una richiesta in carta bollata controfirmata in calce da un notaio. L’aura di deferenza che lo avvolge è quasi mistica e, per quanto tu la possa trovare totalmente ingiustificata considerando che si tratta di un negozietto di provincia, non puoi far altro che adattarti a tutte queste strane procedure e far finta che anche per te il Signor X abbia il dono dell’infallibilità.

 

La gatta morta

Business_Woman_Vector_Character_Preview_BigOcchio a non darle un dito, perché vi chiederà il braccio e la spalla. Ha sempre un cliente importantissimo per il quale chiedere un’eccezione o un extra sconto; o ancora, la sostituzione di un prodotto facendolo passare in garanzia (sono passati 5 anni dall’acquisto e il miscelatore è palesemente incrostato di lerciume); o la consegna a domicilio in tempi supersonici.

Queste richieste vengono sempre accompagnate da grandi sorrisi e sbattiti di ciglia tipo Jessica Rabbit. Purtroppo la gatta morta non sa che l’addetta ai resi in azienda è molto più convincente di lei! E l’amministrazione lo è ancora di più…

 

La vittima

Si sente sempre trascurato nei confronti degli altri venditori/concorrenti. È sempre pronto a farti sentire in colpa perché a lui non porti abbastanza cataloghi, o non dai l’insegna da esterno, oppure non ti impegni a fare formazione e a portare clienti in sala mostra.

Il più delle volte è anche smemorato, perché si è dimenticato che: l’insegna ce l’ha da sei mesi in uno sgabuzzino; la casella e-mail è piena di potenziali clienti da contattare; sono mesi che chiedi di poter organizzare un corso di formazione; sono anni che prende un congruo incentivo-premio… e i cataloghi sono in consegna l’indomani!!

[quote]Chiaramente la maggior parte dei venditori è costituita da veri professionisti, appassionati, che si sbattono a imparare 200 cataloghi quasi a memoria e si aggiornano come se l’azienda per la quale lavorano fosse di loro proprietà, anche se il titolare non li gratifica. Non ti fanno sentire un cretino quando ammetti di non saper rispondere a una domanda e capiscono che l’unione fa la forza soprattutto quando i tempi non sono dei migliori. Infine sono veri professionisti quando riescono a capire che il rappresentate non è un losco figuro che si diverte a fare centinaia di km per venirli a importunare, ma come loro è… un venditore.[/quote]

 

 

Beppe Timpanaro è un agente di commercio, anche per il settore arredo bagno.

Ha letto il post sui rappresentanti e ha voluto dire la sua 😉

 

 

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