figuracce in negozio

Sapevo che prima o poi sarei arrivata a raccontare cose che sarebbe meglio dimenticare. Ma questa rubrica l’ho creata io… ora non posso mica scappare 🙂

In showroom succede di tutto, si sa, però le migliori gaffes penso di averle fatte proprio io.  La prima me la ricordo ancora, avrei voluto correre fuori dal negozio.

 

 

Scambiare un agente per un cliente.

Fatto √

Non sono fisionomista. Per niente proprio eh. Appena sveglia credo di essere capace di non riconoscere neppure me stessa nello specchio.

Bene. Una volta è entrato un rappresentante e io – forse in preda ad un attacco di chissàcosa – l’ho scambiato per un cliente che da poco aveva comprato l’arredo bagno. Ma senza alcun dubbio eh. Era uguale! Calvo, mediamente basso, accento milanese.

Si è seduto, abbiamo iniziato a chiacchierare… e tra di me pensavo “ma che vuole questo?”. Poi gli ho chiesto… “allora tutto bene con i bagni?”.

Lui mi guarda sconcertato e mi risponde “si beh… con i bagni bene. Li vendo tutti i giorni”

 

Presente i momenti in cui vorresti perdere i sensi e risvegliarti in un altro paese?

 

 

Salutare una cliente dicendo..

Fatto √

[quote]Le faccio un colpo di Natale prima di telefono[/quote]

Non me ne sarei mai resa conto se lei non fosse rimasta sulla soglia a guardarmi, senza dire nulla.

Che cavolo, si capisce che ho sbagliato un attimo, no? Perché guardarmi come se dovessi essere ricoverata immediatamente?

Il risvolto positivo è che ho iniziato a ridere fino a che le mie mascelle non hanno iniziato a farmi un male cane e i miei occhi non hanno finito tutte le lacrime (perché io se rido tanto, piango, non so se è tanto normale).

 

Ridere per una caduta di una cliente

Fatto √

Va beh, non è colpa mia.

In showroom c’è una pedana con uno scalino. Evidentissimo, perché c’è una fascia di acciaio! E’ stata lei a non vederla. Io stavo parlando, stavo facendo tutta la mia presentazione figa dei prodotti, gesticolando come mio solito che neanche David Copperfiel, e ad un certo punto mi giro e me la ritrovo faccia a terra caduta come una pera cotta.

Niente, mi sono messa a ridere. Non ce l’ho fatta. Lei si è ricomposta lentamente, si è alzata e io avrei dovuto continuare a parlare. Ogni tanto mentre parlavo mi veniva un mezzo sorriso che tentavo di reprimere a tutti costi ma nienteeee.

Ma non si può cadere così, daiiiiii!

 

 

 

Dire al cliente che sua madre ha un ottimo gusto.

Fatto √

Sentirlo uscire dicendo “amore dai andiamo”.

Desiderare la liquefazione immediata.

 

 

Chiacchierare per un’ora con un pezzo di prezzemolo tra i denti

Fatto √

Va beh, a chi non è capitato, dai.

Io mangio in showroom, ho adibito la sala riunioni a sala pranzo 🙂

Spesso mangio lavorando (o lavoro mangiando?) e magari faccio tardi, non guardo l’ora, non mi rendo conto… così può capitare che arrivi qualcuno prima che io mi lavi i denti o vada in bagno.

E via con grasse risate e sorrisi come non ci fosse un domani!

Ma il momento brutto è quando ti rivedi allo specchio. Quando ripercorri tutto ciò che hai fatto e tutte le volte che sai di aver aperto la bocca. È quello il momento in cui vorresti incontrare Will Smith che ti sparaflesha con l’aggeggio che ti fa scordare tutto.

 

 

Facciamo che mi prendo una pausa

 

Holiday

Image: adzuna.ca

Ce ne sarebbero anche altre di figuracce, ma non volevo perdere la credibilità tutta in una botta. Magari ve ne parlerò più in là, nel frattempo con oggi ho deciso di rallentare un attimo e pubblicare solo due post a settimana (e non 3).

Approfitterò di quest’estate per risistemare il blog (che dopo l’ultimo restyling ha ancora qualcosa in sospeso) e prepararmi per un nuovo anno! A settembre ormai il blog compie 2 anni 🙂

Le pubblicazioni si fermeranno solo nella settimana di Ferragosto. Mi ci vuole un po’ di relax 😉

 

 

 Fonte immagine: donna.nanopress.it