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Mi viene da ridere già solo all’idea di scrivere questo post.

L’approccio con il rappresentante (in corsivo, apposta) è una delle cose più divertenti/surreali dell’esperienza “lavorare in showroom”. Esistono varie specie (specie, sì) di rappresentanti e oggi voglio divertirmi un po’ cercando di descrivervele. Perché noi poveri abitanti di showroom vediamo cose che voi umani…

 

L’appassionato

Un entusiasta.

Ti descrive le nuove collezioni come se le avesse partorite lui. Conosce i dettagli, le caratteristiche di tutti i prodotti, le sfumature delle cartelle colori, la componibilità delle basi, l’altezza dei pensili e lo spessore di tutte le antine. Conosce a menadito il listino delle sue aziende e pare preparato su tutti i cataloghi. È una mitraglietta!

Oh, ce le ha tutte lui le aziende leader che sono state le prime a fare qualsiasi cosa e che non stanno sentendo la crisi.

Fino a che… non gli tolgono il mandato. E allora con la stessa passione di prima ti parlerà… del concorrente dell’altra azienda.

Ma come?!

 

L’amicone (a tempo determinato)

 

Passa la prima volta per presentarsi e già ti da del tu, perché “noi siamo nella stessa barca”.

Ti fa mille complimenti sull’esposizione mentre tu vedi benissimo che non sta prestando attenzione a niente. Fa il simpaticone a tutti i costi, butta lì qualche complimento – convinto che con le donne si faccia così – ed è sicuro di averti conquistata in 15 minuti.

Sembra che tu sia il cliente più simpatico del mondo… fino a che non sollevi qualche problema o fai una contestazione formale. A quel punto sparisce. Improvvisamente è talmente impegnato che “puoi chiamare direttamente in azienda? Parli con Tizio, che risolverà il problema in un battibaleno“.

Me ne ricordo uno in particolare, che anni fa passava sempre. Ma sempre! Poi all’improvviso è sparito nel nulla. Mah.

#lostaifacendomale

 

Il rassegnato

 

È una povera anima in pena che la mattina viene ricaricata manualmente dachissàchi e parte all’attacco showroom dopo showroom ripetendo la stessa identica solfa sul prodotto o sull’azienda di turno. Tipo i bambolotti quelli che schiacci un pulsante e dicono tivogliobene tivogliobene tivogliobenecaccapupù.

Una qualsiasi domanda un po’ più tecnica lo mette in agitazione, però gli rode far vedere che non sa qualcosa e allora si inventa sempre che “aspetta, questa è proprio una delle ultime novità, mi informo e ti dico”.

Ragazzo mio – un po’ di passione, ok?

 

Il martello pneumatico.

Niente, tu non reagisci, non compri, non rispondi al telefono, fingi di essere stata rapita dagli alieni, simuli un attacco epilettico e ti dai per dispersa ogni volta che lo vedi parcheggiare.

Ma lui continua, imperterrito, a presentarsi e presentarti cose che non venderesti neppure al tuo peggior nemico. E tu non ce la fai proprio a dirglielo che proprio no, quel prodotto è davvero improponibile. E te ne esci con un improbabile “ah. originale”

“Ah. Originale” = escisubitodaquestonegozio!!

 

Quello che è sempre di passaggio

Se c’è una cosa che non mi piace è essere interrotta.

Chiedo cortesemente a tutti di avvisare, prendere appuntamento, mandare un piccione viaggiatore o utilizzare quella cosa sconosciuta che si manda in 3 secondi (una mail).

Però lui – chissà perché – è sempre di passaggio. E si ferma per “fare un saluto” e lasciarti quei 5 cataloghi nuovi, spiegarti le novità, prendere il caffè e parlarti dei clienti che non pagano perché c’è crisi. 40 minuti, e tu magari stavi preparando quel preventivo per il cliente che arriva dopo 5 minuti e non è ancora pronto niente.

Come se non si sapesse che uno si programma le giornate in base alla zona e sa benissimo dove e quando passerà.

Amico, I know you can do it: #prendiunappuntamento. 

(Ah, ovviamente – è sempre di passaggio… tranne quando serve a te).

 

Il figo da paura

Magari eh?

No, niente, non capita mai.

 

 A parte gli scherzi… poi ci sono loro. I professionisti veri. Quelli che lo fanno per pura passione, che sanno sempre di cosa parlano, che non dicono balle galattiche, che sono sempre disponibili e gentili, che rispettano gli orari e non devono vendere per forza. Quelli che passano sempre a fare gli auguri a Natale, nonostante non si compri più come un tempo, quelli che non scappano davanti alle contestazioni… e quelli che di te non si sono mai dimenticati. 


 

Nessun rappresentante di arredo bagno è stato maltrattato per la redazione di questo post.

Anzi 😉