La prima cosa che pensi quando ti nominano per una di queste catene di post pensi: “nooooooooooooo!!”

La seconda cosa che pensi è “ah, però, che carina quest’idea. Ma che carina anche Federchicca che mi ha nominata!” Grazie Fede 😉

La terza cosa che pensi è “e mò che caxxo scrivo?”.

 

#Nevadofiero: 3 azioni quotidiane che potrebbero cambiare l’umanità

L’hashtag è nato da un’idea di Stefania di Diqua&Dilà, che scrive questo:

[quote]”[…] lancio una sfida, nel senso buono del termine. Un compito tutt’altro che facile: pensare a 3 azioni, svolte durante la quotidianità che possano contribuire, nel piccolo, a cambiare l’umanità. Quali sono le piccole cose di cui vai fiero? Falle sapere al mondo. Giudica te stesso. […]”[/quote]

Porca vacca.

In un primo momento avevo capito di individuare semplicemente delle cose di cui vado fiera. E di progetti e di idee di cui sono soddisfatta ce ne sono. Poi ho approfondito, ho letto i post degli altri e ho iniziato a riflettere. Con un discreto imbarazzo a dir la verità, e la tentazione di declinare l’invito perché non riuscivo a trovare una mia azione che potesse davvero (almeno potenzialmente) cambiare l’umanità.

Sono andata un po’ in crisi. Diciamo che sarebbe stato molto più facile se mi fossi trovata davanti ad un #nonnevadofieroperniente. 

 

Cosa faccio io per cambiare il mondo?

Ben poco forse. Una riflessione profonda a questo punto. Cosa posso fare io per cambiare questo mondo? Possibile che non riesca a pensare a niente? Dovevo pensare a qualcosa che faccio che – se fatto da tutti – potrebbe migliorare l’umanità.

Ci ho provato, mi sono scervellata, ho premuto il succo e ne è uscito questo:

1. Ho iniziato ad eliminare i detersivi.

Ho imparato a fare a meno di tanti detersivi schiumogeni e dannosi. Per i piatti mi creo una miscela fatta di acqua e aceto (al 50%) e due dita di detersivo per i piatti. Sgrassa che è una meraviglia, inquina molto meno e una confezione di detersivo mi dura praticamente un anno. Riutilizzo sempre lo stesso erogatore così non creo rifiuti inutili.

L’aceto è uno sgrassatore naturale e un anticalcare fenomenale. E ho scoperto che anche strofinare la parte interna della buccia del limone rende la rubinetteria cromata lucidissima. Pian piano tenterò di eliminare anche i detersivi per la lavatrice ma ancora non ho un’alternativa valida.

2. Non do valore ai soldi

Mi spiego meglio. Mi dà profondamente fastidio l’importanza che alcune persone attribuiscono ai soldi. So di coppie che si dividono i soldi dell’affitto e della spesa chiedendosi i 2 euro di differenza. Di amici e fratelli che non si parlano più per questioni di soldi. Di famiglie distrutte per questioni di eredità. Ecco, queste cose mi fanno – posso dirlo? – schifo.

Se io avanzo da te 10 euro, sappi che non te li verrò mai a chiedere. Anche se ne avrò bisogno. Questa cosa diventa un danno nel lavoro, perché per i preventivi tendo sempre al ribasso, perché se devo pagare qualcuno lo pago sempre prima, e se devo chiedere un acconto mi sento quasi in colpa. Non so perché sono così, probabilmente mi si ritorcerà contro, ma io ne vado fiera.

Ora, non venite tutti a chiedermi 10 euro però. 😉

3. Cerco di essere utile con gesti apparentemente insignificanti

Mi rendo conto di questo quando al bar riporto al banco la tazzina del caffè ripulendo il tavolino, o quando al ristorante raccolgo i piatti in modo da facilitare il lavoro del cameriere. O ancora, quando fuori di casa rifaccio il letto anche quando questo dovrebbe essere incluso nel servizio.

Non credo che il fatto che pago debba essere un motivo valido per non fare quello che farei a casa mia o a casa di un amico. Soprattutto se non mi costa niente. E comunque lo faccio senza pensarci, mi viene naturale. Poi mi guardo intorno e mi rendo conto che non è così scontato.

 

Un consiglio

Penso che le mie tre azioni non siano un granché, molto probabilmente non cambieranno niente, ma vi invito a seguire su twitter l’hashtag #nevadofiero per leggere i post degli altri blogger. Per renderci conto di quante cose potremmo fare, per capire che un mondo (almeno un pochino) migliore lo possiamo costruire con le piccole azioni quotidiane, e per sapere come vivono e pensano altre persone. Che magari si impara qualcosa.

 

Le mie 3 nomination

Ho pensato di passare il testimone a diverse persone… e alla fine ho scelto loro:

  • La mia amichetta Eleonora, perché io e lei ci siamo incontrate prima nei pensieri e poi sul web;
  • alla super RobiCopy Zanella, perché sono curiosa di vedere cosa tira fuori da un’idea del genere;
  • a Matteo Piselli, perché secondo me può e deve andar fiero di ciò che fa con (e per) i bambini. Perché i bambini sono la nostra unica speranza e sta a noi educarli in modo che possano cambiare questo mondo. (Matte, puoi usare Google+ oppure – se ti va o il post è lungo – ti posso ospitare qui su Bagnidalmondo.com che è un po’ anche casa tua)

 

Piccole vittorie, grandi soddisfazioni

proverbio africano

Questo post ha scatenato una serie di riflessioni, pensieri su ciò che ho fatto fino ad oggi e ciò che sono diventata.

Qualche anno fa ho attraversato un periodo di profonda crisi personale che mi ha portata a stravolgere la mia vita, ad abbandonare la strada che stavo percorrendo sulla base di un’unica convinzione: non era la strada giusta. Vivevo in una casa grandissima, completamente progettata e arredata da me (il mio sogno), avevo una stabilità economica che difficilmente riavrò, e certezze che non sarà facile ricostruire. Solo che mancava qualcosa.

Ho deciso di distruggere il castello che mi ero costruita, perdendo per strada “amici”, deludendo parenti e persone, e forse anche me stessa. Sono ripartita da sola, affrontando demoni e paure che sono sicura saranno con me per sempre. Mi sono trasferita in un miniappartamento minuscolo chiudendo la mia vecchia vita fuori la porta. Ho convissuto con gli attacchi di panico, mi sono aggrappata agli ansiolitici e ho pensato di non uscirne più. Solo chi li conosce sa quanto sia destabilizzante aver paura di avere paura.

Un giorno però ho capito che potevo uscirne solo se lo volevo davvero. Ho deciso che ero più forte io degli attacchi d’ansia. E oggi non c’è una foto dove io non sorrida.

Ho sempre avuto timore di espormi e oggi ho un blog in cui non mi vergogno di pubblicare foto personali. Ho sempre agito come se dovessi essere perfetta, poi  ho accettato i miei limiti e oggi so dove non posso arrivare. Ho capito che dovevo vivere per rendere felice prima di tutto me stessa. E che non è MAI troppo tardi per cambiare strada.

Ho imparato a cercare di non giudicare le vite degli altri osservandole dall’esterno. E l’ho imparato perché sono stata giudicata da persone che consideravo molto vicine. Ora l’opinione degli altri mi tocca di meno… molto di meno.

Mi rendo conto di quanto quel periodo sia ancora con me perché scrivendo queste parole mi vengono le lacrime agli occhi e mi si stringe lo stomaco.

Ecco, queste cose non cambieranno il mondo, ma hanno cambiato me. E io… #nevadofieralostesso.