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Racconto semiserio di un dialogo (per niente) immaginario.

Chi mi segue da un po’ sa che gestisco anche un negozio di arredo bagno. Quello che segue è il racconto di una giornata qualunque, di un cliente qualunque e di una richiesta qualunque.

Il cliente che entra per chiedere un preventivo pretendendo design, alta qualità e realizzazioni su misura, ad un prezzo da “grandi magazzini”. Capita molto più spesso di quanto pensiate. E sono più che convinta che la stessa situazione si ripeta in qualsiasi settore e per tanti professionisti. Ma la qualità si paga. Sempre.

 

Il dialogo si svolge tra un ipotetico cliente tipo “C” e una Simo (io) molto meno ipotetica:S“.

C: “Buongiorno, avrei bisogno di un preventivo per una cabina doccia. Posso dare un occhio in esposizione intanto?”

S: “Certo, faccia pure con calma. Ha le misure del piatto doccia con sé?”

C: “Si, a dir la verità è una cosa un po’ particolare, da realizzare su misura. C’è un problema qui […] a causa del sormonto della cornice della porta, e qui […], perché il piatto è stato incassato più del previsto.”

[Allarme 1]

S: Non si preoccupi, troveremo una soluzione adatta. Dia pure un occhio ai modelli in mostra, dopodiché cercheremo di capire insieme cosa è meglio per la sua situazione.

[…]

C: “Guardi, tra i modelli in esposizione ho individuato proprio ciò che cercavo. Questo box doccia qui, vede? Vorrei proprio il telaio in acciaio inox e con profili sottilissimi. Il vetro – mi raccomando- da 8 mm, trasparente. Sa… a  me piacciono le cose di design“.

[Allarme 2]

S: “Ottimo. Sa che ha proprio buon gusto? Questa cabina doccia è prodotta da una delle migliori aziende italiane. Un prodotto di qualità realizzato con componentistica tutta made in Italy. Le cerniere sono state brevettate; sono perfettamente integrate nel vetro, così da permettere una più agevole pulizia e manutenzione quotidiana. Ha un’indicazione di budget, almeno approssimativa?”

C (gongola): “Grazie mille. In effetti ho fatto realizzare un rivestimento molto elegante nella zona doccia, con mosaico di vetro Bisazza, in una finitura preziosa, posato da un piastrellista che si è fatto pagare un sacco di soldi. Ci tengo a fare le cose come si deve. Non ho un budget in mente, vediamo prima cosa mi propone”.

S:”Benissimo. Una cosa importante da valutare è la tipologia di apertura. Vedo che ha adocchiato una soluzione con porta battente. Avrà già considerato l’ingombro dell’anta vero? Per sicurezza le chiedo se davanti al box doccia ci sono elementi come sanitari, mobile da bagno, lavatrice, ecc…”

[silenzio]

[Allarme 3]

C: “Oddio, lo sa che qui davanti c’è proprio il sanitario? Però non ricordo bene a che distanza, non l’ho misurata. A dir la verità le misure non le ho prese io. Sa, la ristrutturazione del bagno… è stata seguita da un architetto.”

[Allarme 4! Allarme 5! Allarme 6!]

[Abbandonare i locali]

La parola “architetto” nella stessa frase di “ristrutturazione bagno” mi genera sempre un brivido di terrore lungo la schiena.

S (con un inizio di sudorazione anomala): “Beh, guardi. Non si preoccupi. Nel caso in cui non sia possibile aprire l’anta da questa parte sposteremo l’apertura sull’altro lato.

C: “Purtroppo sull’altro lato c’è il mobile da bagno, stavolta molto vicino, sarà a 30 cm. L’architetto […] mi ha consigliato di inserire un mobile da bagno con una forma stranissima. Sa, è di un’azienda molto importante, con le ante in cuoio e top in vetro satinato con vasca integrata. Lo specchio ha l’illuminazione a led e i comandi touch screen con l’attacco per l’Ipod. I cassetti hanno la chiusura ammortizzata con cerniere Blum. Mi sono concesso uno sfizio, l’ho pagato un trilione di dollari.

S:” Capisco. In questo caso la migliore soluzione è optare per questo […] tipo di apertura, con anta apribile a 180°, in modo tale da non rischiare di sbattere contro il sanitario. Si accomodi pure, le faccio il preventivo.

[…]

S: “… per questo motivo il totale comprensivo di posa in opera, iva inclusa, è di 1490,00 €”.

[silenzio]

[Allarme 7]

[attesa]

C“…ah. Ehm… sa, a dirle la verità io contavo di spendere meno. Forse abbiamo esagerato. È che io avevo visto il volantino di un grande magazzino con delle cabine doccia bellissime a 5-600 €. Vede? (mostra un’immagine di un modello che riconosco)

[…]

urlo-di-homer

[image: sconfinamenti.net]

Eccolo.

Il momento.

Il momento in cui in testa ti girano tante cose (non solo in testa a quel punto), il 99% delle quali preferisco non raccontarvele.

Risposta (dettata unicamente da princìpi di buona educazione):

S: “Mi dispiace, purtroppo con questo budget non riesco a proporle esattamente ciò che mi ha descritto. Lei mi ha richiesto una cabina doccia di design, con poco profilo, vetro temperato di sicurezza 8 mm, telaio in acciaio inox, realizzata su misura con un angolare speciale a causa di un problema di misure, e con un’apertura particolare per consentire un ingresso comodo data la presenza di un sanitario davanti all’apertura.”

C: “Si, lo so, ma sa, il rivestimento di vetro, il mobile figo, l’architetto, bla bla bla… Ma non è che potrebbe darmi solo i profili, il vetro lo compro dal vetraio e poi me lo faccio assemblare da un mio amico che è pratico di queste cose? In fondo, che ci vuole a mettere insieme un po’ di vetro e acciaio?”

[Respira, respira, respira]

[Conta fino a 10. No, aspetta – facciamo fino a 30].

S: “Guardi, se proprio il problema è il prezzo, un’alternativa ci sarebbe, ma la avviso che dovrà scendere a compromessi. Ho la possibilità di fornirle anche cabine doccia economiche, appoggiandomi ad un’azienda che importa prodotti dalla Cina. Esteticamente gradevoli, hanno il telaio in alluminio, un cristallo da 6 mm e il profilo leggermente più ingombrante. Dovremmo cercare di adattarci alle misure standard però, perché non è possibile realizzarle su misura.”

(Gli mostro la stessa fotografia che mi ha portato lui, “quella dei grande magazzini”. Identico. È la stessa azienda, ma vende con un marchio diverso per la grande distribuzione).

C: “Ah, no, no, guardi signorina. Io la roba cinese non la voglio. E… a proposito. Non le avevo specificato che mi servirebbe per la prossima settimana. Cosa mi propone?”.

[STOP]

Io non aggiungo altro. Lascio alla vostra immaginazione come finisce la storia, magari me lo racconterete nei commenti ;-). Scommetto che capita anche a voi nel vostro lavoro. Cosa fate in questi casi? Cercate di accontentare il cliente a tutti i costi o lasciate perdere?

Vi confesso solo che nella mia testa, in quel momento, succede questo: gli sorrido, lo guardo negli occhi,  mi alzo, lo accompagno gentilmente alla porta, gli do educatamente la mano e gli dico soltanto:

Ma bbaff…  va’!