leggere in vasca da bagno - reading in the bathtub

[la prima puntata]

 

Entrarono nel luogo del delitto.
Non potevano essere Rick ed Ilsa, perchè lei non aveva mai visto Casablanca e perchè lui stava male in impermeabile. Che poi lei avesse il sorriso luminoso della Bergman, ma lui fosse del tutto privo del fascino di Bogart, anche questo era un aspetto da non sottovalutare.
Strisce di nastro giallo fasciavano alcuni punti della casa, partendo dalle maniglie delle porte per arrivare a quelle delle finestre.
“E queste?”
“Niente Casablanca. CSI almeno lo avrai visto..” rispose lui, che aveva sempre riferimenti culturali molto alti
“CSI…” ripetè perplessa lei, accarezzando il cucciolo di lavabo che teneva nella borsa e che fissava quel luogo con sguardo perplesso.
“Mail tua, serie televisiva tua. Giusto?”
“Pensavo anche a X Files, ma poi avremmo incontrato alieni a forma di bidet“.
“Quello sarebbe un bel tema per un post!” disse illuminandosi tutta.
“Il SEO avrebbe gradito”
Il cucciolo di lavabo si dimenò nella borsa.
“Shhh, non lo chiamare, si sta addormentando adesso…”.
Lui guardò lei, poi la borsa, poi il piccolo lavabo. Avrebbe voluto dire qualcosa ma davanti ad un lavabo di nome SEO non esistono parole appropriate.

 

“Come procediamo?” domandò, cercando di essere pratico.
“Vediamo il cadavere… il delitto… il luogo del delitto… c’era una formula precisa in CSI per quello che facevano?”
La prossima volta cerco un tema che conosca anche lei, meditò lui appropinquandosi al bagno da rinnovare.
“Pensavo peggio” mormorò lei, con lo stesso tono di Nanni Moretti in “Caro Diario” a proposito di Spinaceto.
Poggiò la borsa a terra con delicatezza, così da non svegliare SEO che si era addormentato e…
“Da quando i lavabi addormentati russano” chiese lui?
“Avrà qualche tubo intasato” spiegò lei con naturalezza.
Lui fece esattamente quello che gli venne detto di fare. Prese le misure del bagno, matita e metro alla mano. Era anche professionale, quasi sempre. Quando picchiava implacabilmente i gomiti contro gli spigoli, quattro volte in cinque minuti, lo era un po’ meno, ma lei pensò che alla fine tutto serve, anche scoprire nuove colorite e fantasiose imprecazioni.
Né Rick in Casablanca né Grissom in CSI avrebbero mai detto quelle cose, ma lei non poteva saperlo.

 

“Ed ora passiamo alle foto” disse con sicurezza, perchè, #lincetimida o meno, era soprattutto una #lincecapace.
“Come le faccio?”
“Scattale dall’alto magari, così riesci a farmi vedere tutto senza distorsioni… puoi metterti anche su una sedia per dire!”
Lui soffriva di vertigini, ed era una chiavica nel fare le foto ma non disse nulla, cercando di non dimostrarsi come al solito #blogghistaimbranato.
Nel frattempo SEO si era svegliato ed esplorava curioso la casa.
Salì sulla sedia ed iniziò a scattare le foto
“Lo fai da molto?” chiese lui.
“Cosa?”
“Questo” ed indicò con la punta del piede il bagno, mentre cercava (invano) di fotografare zenitalmente i sanitari .
“Quasi dieci anni” rispose.
Lui la guardò, sinceramente ammirato. In un mondo di cialtroncelli che s’improvvisano tuttologi, lui amava invece i professionisti, quelli che si applicano con costanza ad un argomento e lo fanno proprio.
“Dev’essere bello. Trovare una cosa che piace e farla, e farla bene anzi, per così tanto tempo. Beata te”.
Lei arrossì appena, perchè #lincitimide si nasce, e per ringraziarlo del complimento fece la magia.
Passò l’indice sulle brutte ante di plastica della doccia. Con leggerezza, quasi a sfiorarle.
Il flessibile (che per chi non è addentro in queste cose è il tubo snodabile delle docce) ebbe come un fremito.
Lei iniziò a disegnare piccoli cerchi sull’anta: nel piatto doccia il flessibile, sinuoso ed indolente si mosse, si stirò, si dipanò con movimenti morbidi fino a disegnare un cerchio perfetto, con al centro la doccetta.
A questo punto a lui la mascella era già caduta per terra.
Lei prese a fischiettare una canzone alla moda e la doccetta fece quello per cui era nata: spruzzò acqua.
E continuò a spruzzarla a ritmo del fischio di lei, come una piccola e timida fontana danzante.
Lui era così sorpreso che non si accorse nemmeno che SEO gli si era arrampicato sulla spalla, come il pappagallo di un vecchio pirata, per godersi meglio lo spettacolo.
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La donna che sussurrava alle cornette, la blogger che sapeva far danzare i flessibili… o più semplicemente Miss B, come amava farsi chiamare.
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Un guest post di Enrico, aka @bassavelocità
[to be continued]