Di solito si pensa al viaggio come puro “spostamento”, in termini di rapidità ed efficienza.

Si cerca solo di arrivare a destinazione nel modo più veloce.  Spesso con l’aereo, a volte anche con l’auto, se le distanze lo permettono. Perché l’importante è arrivare il più presto possibile.

E se accettassimo semplicemente che un viaggio ha bisogno di tempo?

Era da anni che non prendevo il treno. Di solito preferisco l’auto. Adoro guidare (se guidano gli altri già non “adoro” più) e mi piace godermi la strada. Soprattutto l’autostrada quando è semideserta. Quella sensazione di libertà e solitudine che se ti va colmi con la musica, se no te la godi e basta. E poi ci sono abituata. Quand’ero più piccola andavo sempre a Napoli in macchina, con la mia famiglia. Guidava (e guida) sempre mio padre. Ha trasmesso lui la passione per la guida a me e mio fratello.

Quando l’auto non ti permette di raggiungere la meta, allora prendi l’aereo. Comodo, veloce… Appunto, veloce. A parte il fatto che non mi piace viaggiare in aereo, ma quella sensazione di partire ed arrivare in un posto che sembra sempre uguale ovunque vai (l’aeroporto) toglie un po’ di fascino. Poi gli aeroporti sono sempre lontani dal centro, dal cuore della città e del paese.

Cosa mi sono persa a snobbare il treno per così tanti anni.

L’ho (ri)preso per andare a Milano, al Workshop di Fotografia d’Interni lo scorso novembre. Una meta così vicina per me di solito è da auto, ma stavolta l’ho lasciata in garage. E ho fatto bene.

Il treno è il mezzo di trasporto che più rende giustizia al fascino senza tempo del Viaggio (quello con la V maiuscola). Ti permette di essere consapevole delle distanze che separano posti e persone. Ti lascia scoprire come cambia il paesaggio tra un luogo e l’altro. Ti fa capire che, sì, stai viaggiando. Ti stai spostando, e il tempo sta scorrendo. Ed è giusto che sia così. Serve tempo per spostarsi mentalmente da un posto all’altro.

Persone che salgono, persone che scendono. Viaggiatori di ogni tipo che si alternano lasciandoti intravedere un piccolo scorcio della loro vita. A volte li hai difronte, li conosci. A volte senti i loro discorsi al telefono (purtroppo, aggiungo). Ti sembra quasi di spiare.

Puoi smettere per un attimo di correre. Sei “costretto” ad occupare il tempo leggendo, ascoltando musica, chiacchierando. Anche se oggi tra tablet e smartphone in treno non ci si guarda neppure più. Anzi, il povero disgraziato che cerca di farti una domanda lo guardi pure male. Pensi: “Non lo vedi che ho da fare? …Tweet, Like, Repin!”

Ma poi vuoi mettere il fascino di guardare fuori dal finestrino perdendoti nei tuoi pensieri…

Certo – se i treni facessero ancora “ciuf-ciuf” sarebbe ancora più romantico – ma ci accontentiamo.

Ho deciso di spostarmi in treno ogni volta che potrò. E infatti ora  vi sto scrivendo dal treno, in viaggio per Milano. Diciamo che lo sciopero di Trenitalia ha un po’ tolto la poesia, ma farò finta di niente…

Domani e dopodomani girerò al Salone del Mobile e al FuoriSalone, che non ho mai visto.

Continuo a viaggiare, felice di avervi con me.

 

Ps. Una cosa che non mi piace del treno? I bagni 😉 ma questa è un’altra storia…

 

Photo credit

Immagine in evidenza: spain.info (Espresso della Robla)

Gif animata: nerosubianco1984.wordpress.com