In questa foto: io e il mio doppio mento al convegno #ilbagnointheworld

Superato il mio terrore per il fatto di stare / parlare davanti a tanta gente, giovedì 16 aprile ero lì alla mia postazione social per il convegno organizzato dalla rivista storica Il bagno Oggi e Domani in collaborazione con Assobagno di FederlegnoArredo e Il Salone del Mobile.

Il mio ruolo era quello di raccontare in tempo reale quanto avveniva durante il convegno, attraverso i canali social del blog. La mia salvezza era l’uscita di sicurezza davanti a me, pronta per un eventuale abbandonoimmediatodeilocali. Scherzo 😀 È che effettivamente la sala era piena! E devo ammettere che seguire la conversazione online, twittare o postare foto su instagram e contemporaneamente ascoltare i relatori è stato… impossibile.

#ilbagnointheworld su twitter e su instagram

Convegno Il bagno oggi e domani #ilbagnointheworld Salone del mobile  2015 (1)

In questo post vi avevo anticipato qualche scatto ma solo oggi trovo il tempo per raccontarvi qualcosina di più, anche se in realtà se siete interessati all’argomento vi inviterei a leggere l’articolo che uscirà sul prossimo numero della rivista (potete farlo anche tramite l’app).

Convegno Il bagno oggi e domani #ilbagnointheworld Salone del mobile  2015 (2)

In foto | Chiara Terraneo (resp. area arredo di FerlegnoArredo), Manuela Battaglino (moderatrice del convegno, per ilBagno), Mauro Guzzini (Presidente Assobagno), Nicola Foschini (Confindustria Alberghi).

Il convegno è stato distinto in due parti principali, una dedicata all’analisi dei trend del mercato arredo bagno e l’altra dedicata all’esperienza e ai progetti di architetti e designer del settore.

Inaspettatamente quella che ha animato più la conversazione sui social è stata la prima. I dati, forniti da Assobagno, confermano quanto è già noto a tutti, ossia che il mercato estero resta il traino principale per le aziende italiane mentre nel nostro paese la situazione resta fondamentalmente bloccata.

Bene l’estero. Ma l’Italia?

15Chi ha seguito l’hashtag soprattutto su twitter avrà notato un interesse notevole attorno ad una riflessione in particolare: come mai in Italia non riusciamo a vendere il made in Italy (almeno quanto all’estero)?

Una domanda che meriterebbe un convegno a sé praticamente.

Eppure una delle risposte ricevute ha fatto riflettere. Ma sul serio non siamo ancora in grado di raccontare il made in Italy nel nostro paese? Di farne percepire il valore? Di venderlo e farlo apprezzare nella sua stessa patria?

Il motivo di questo gap è da attribuire ad una difficoltà oggettiva di tipo economico oppure è da ricercare in un problema culturale?

Gli interrogativi emersi sono stati tanti e ognuno avrebbe meritato un approfondimento a sé ma – almeno su twitter – si è giunti ad una conclusione importante: il settore (a questo punto qualsiasi settore) può ripartire solo se si parte da una crescita culturale, dove per cultura si intende anche una nuova coltura manageriale.

 

Convegno Il bagno oggi e domani #ilbagnointheworld Salone del mobile  2015 (4)

In foto | Palomba (Roberto, Palomba+Serafini Associati), Colombo (Luca, Matteo Thun & Partners), Colombo (Matteo, Studio Progetto CMR) – Come si sono definiti loro… la piccionaia 😀

Riflessioni personali

 

Che poi, riflessione personale terra terra: non sarà anche che con la scusa del made in Italy, della produzione artigianale e del designed by (archistar di turno) alcuni prodotti hanno ormai raggiunto prezzi talmente assurdi che la gente si è semplicemente stufata e compra ikea per disperazione e necessità?

Perché il made in Italy non può essere alla portata di (quasi) tutti? Perché i costi sono troppo alti. E perché allora non partiamo dal fare in modo che la produzione non abbia costi esorbitanti per le aziende? Su twitter si parlava di pressione fiscale eccessiva e senza dubbio questo è uno dei problemi principali. In Italia le aziende sono medio-piccole, eppure hanno costi da aziende medio-grandi.

Perché non si riesce (non si vuole?) a trovare il modo di supportare la rete di micro-piccole-medie aziende che mantengono a tutti gli effetti un paese intero di modo che possano poi offrire un buon prodotto ad un prezzo accettabile e acquistabile dall’italiano medio?

(Domanda nella domanda: ma l’italiano medio lo sa cosa vuol dire acquistare un mobile made in Italy? Sa qual è la differenza tra questo e un mobiletto – specchio incluso – a 300 euro? E se non lo sa… è solo colpa sua? O non glielo abbiamo mai spiegato? O magari lo abbiamo spiegato ma in modo sbagliato e lui ora pensa che sia tutta fuffa e preferisce spendere 300 euro che-tanto-cosa-cambia?)

Si, lo so. Mi piace vincere facile (bon-sci-bon-sci-bon-bon-bon) e queste sono domande banali.

Convegno Il bagno oggi e domani #ilbagnointheworld Salone del mobile  2015

Da sinistra: Cristina, (io), Manuela e Marianna de Il Bagno Oggi e Domani

Per tutte le altre foto, credits: Carlo Anastasio, per Il Bagno Oggi e Domani