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Un guest post di… Lettore Anonimo

A volte BagniDalMondo mi stupisce. Grazie al blog ho conosciuto davvero tante persone, ma non mi sarei mai aspettata di avere un “lettore misterioso” così affezionato: mi ha già raccontato dei suoi ricordi legati alla stanza da bagno, e mi segnala spesso novità relative al settore arredo bagno, ma questa volta ha fatto di più: ha scritto direttamente un post. Che dire? Buona lettura…

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Scrivo la notizia con un mese di ritardo dall’uscita sul Jerusalem Post del 10 aprile, perché mi è venuta sottomano solo adesso.
Stavolta mi occupo di archeologia (del bagno, si intende) proponendovi la scoperta nel quartiere Kiryat Menachem di Gerusalemme di un Bagno Rituale ebraico del tardo periodo del Secondo Tempio, portato alla luce dalla Israel Antiquities Authority.

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Sono stati gli scavi previsti per la costruzione di alcune strade nella zona del quartiere Kiryat Menachem a portare alla luce il “mikvé”, ovvero un Bagno Rituale di Purificazione; di particolare interesse risulta la struttura per il passaggio dell’acqua che include un intricato sistema di canali d’approvvigionamento che conducono al bagno che i tecnici della Israel Antiquities Authority hanno definito subito come “insolita e particolare”.

Benyamin Storchan ancient-mikvahIl direttore dello scavo Benyamin Storchan (a destra), per conto della IAA, ha dichiarato: “Numerous ritual baths have been excavated in Jerusalem in recent years, but the water supply system that we exposed in this excavation is unique and unusual” che tradotto suona come: “Numerosi bagni rituali sono stati riportati alla luce a Gerusalemme negli ultimi anni, ma il sistema di approvvigionamento idrico che abbiamo scoperto in questo scavo è unico e insolito”.

Sappiamo di una grave siccità proprio nel periodo del Secondo Tempio, e questo porta a pensare a quanta importanza potesse avere risparmiare fino all’ultima goccia un bene prezioso come l’acqua.

Infine si può osservare che il bagno è conforme alle leggi della kashrut (leggi che stabiliscono i criteri in base ai quali i cibi sono idonei al consumo da parte del popolo ebraico – N.d.R.): l’acqua viene raccolta in maniera naturale senza contatto umano; una malta speciale assicura inoltre che la stessa acqua non filtri e finisca nella terra.
Dopo l’abbandono del mikvé il sito fu usato come cava e poi, successivamente – nel secolo scorso, come cisterna.

Photo Credit:
1 – Skyview, per gentile concessione della Israel Antiquities Authority.
2 – L’Archeologo Benyamin Storchan in piedi in fondo ai passaggi della camera di immersione

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Ma vi rendete conto di quanto sono mitici i miei lettori? Io direi che lo nomino ufficialmente autore di BagniDalMondo, che ne dite??