Porto Camilla addosso da quando aveva un mesetto circa, e se mi fossi informata prima l’avrei fatto fin dalla nascita. Risparmiandoci intere serate di pianti e (presunte) colichette, e magari recuperando il tempo di fare qualcosina in più visto che – come giustamente tutti i neonati – voleva stare sempre a contatto. Cuore a cuore. Ma che ne sapevo io che i neonati per crescere hanno bisogno tanto di latte quanto di contatto.

Ho scoperto il mondo del babywearing grazie all’Associazione Melograno trevigiana e ad un incontro gratuito su vari tipi di supporti. E così ho iniziato a “portare”. All’inizio con una fascia elastica gentilmente prestata da un’amica – anzi devo ringraziare lei per avermi invogliata ad approfondire -, poi con un Mei Tai e ora con un marsupio (ho scelto il Buzzidil dopo vari dubbi e prove). E ne sono sempre più entusiasta. Pur usando anche passeggino, sdraiette e diavolerie varie – in base alle necessità insomma -, cerco di assecondare mia figlia nel suo bisogno di calore e sicurezza, certa che quando sarà pronta si staccherà da me senza bisogno di decidere o imporre nulla.

Ci credo talmente tanto che oggi uso il mio blog per andare tremendamente fuori tema e parlarvi di una fiera – prima ed unica in Italia – che si terrà a Modena domenica 2 ottobre: la Fiera del Babywearing e oltre.

Qui trovate la pagina Facebook e l’evento collegato

FIERA DEL BABYWEARING

Modena – domenica 2 ottobre 2016

Fiera del babywearing modena 2 ottobre 2016

Nata su iniziativa di una giovane mamma grazie al suo amore per il portare, nel giro di 2 soli anni è raddoppiata in dimensioni ed espositori. La fiera del babywearing è promossa dall’associazione fondata nel 2013 da lei e altre mamme (Maison du Soleil – che opera su Modena e Reggio Emilia con tanto di fascioteca superfornita) per la diffusione della cultura del portare.

Anche in questa edizione ci si potrà avvicinare a marsupi e fasce (rigorosamente supporti ergonomici), pannolini lavabili, massaggio infantile e altri prodotti correlati, per un totale di oltre 40 espositori.

Sulla pagina dedicata all’evento Facebook trovate tutti gli aggiornamenti e il programma ufficiale, che prevede incontri di approfondimento su babywearing e altre tematiche legate alla genitorialità (incluso sessualità, svezzamento e allattamento, yoga e danza in fascia, parto in casa, ecc…). Per i più piccoli sono previsti spazi e momenti di intrattenimento con gonfiabili, cavalcabili e truccabimbi, spettacoli con i burattini e parco giochi.

Insomma, a tutti gli effetti una bellissima giornata dedicata alla prima infanzia. Spero tanto di riuscire a farci un salto 🙂 Anche perché ci sarà un meeting del gruppo chiuso Piazzetta Babywearing (su cui passo spesso e volentieri le nottate)!

 

Babywearing Week 2016: 5-10 ottobre

La fiera si tiene in concomitanza con la settimana internazionale del babywearing, istituita per promuovere i benefici del portare per genitori e bambini. Ecco il sito ufficiale, dove trovate i dettagli e i collegamenti ai canali social 🙂

 

A noi il babywearing ha salvato la vita in più occasioni, da quelle casalinghe (quando non ho tempo di addormentarla, quando devo lavorare, non so più che farle fare) a quelle legate agli spostamenti e viaggi (in montagna il passeggino è praticamente un fastidio). Provate voi a salire/scendere scale con la struttura ingombrante del passeggino, o a salire in autobus, e a entrare in una piccola bottega artigiana di un paesino qualunque. Durante le ultime vacanze al mare ad esempio non avevamo neppure il passeggino per una serie di motivi… e non ne abbiamo sentito la mancanza. Magari la sera per le passeggiate in paese sarebbe stato comodo ma in fondo è stato bellissimo portarla e godersi il mare mentre lei dormiva beata.

Per non parlare dell’emozione per me più bella, quella di vederla portata dal papà. Di mattina al mare si facevano delle belle passeggiate sulla spiaggia e lei si addormentava cuore a cuore con lui… erano bellissimi.

Grazie al babywearing per noi tutto è diventato più semplice. Fare passeggiate al parco senza portare struttura e passeggino (non ho ascensore!), mangiare quando pare impossibile – in foto aveva 1 mese e mezzo -, andare in spiaggia senza il problema delle ruote incastrate nella sabbia (In foto ad Acciaroli), fare passeggiate nel bosco infangato (in foto a Folgaria).

 

“Non tenerla troppo in braccio ché la vizi”

Camilla in Mei Tai in giro per Treviso

Oggi la guardo mentre sta seduta (quasi) da sola, ancora un po’ incerta, mentre mi cerca con lo sguardo per avere conferma di questa piccola grande conquista. Forse ancora non ci crede che non cade più a destra e sinistra tipo birillo. La osservo mentre fa progressi giorno dopo giorno e mi rendo conto che i primi 6 mesi sono volati, che stiamo per iniziare il lungo percorso dello svezzamento e che tra un po’ gattonerà.

Le prime settimane, sfatta ed emotivamente fragile, ho desiderato fortemente che il tempo corresse pensando non ci fosse niente di bello in un periodo così. Un periodo in cui il tuo corpo non regge la stanchezza, ancora non vi capite, non sai nemmeno cosa sta succedendo. E piange spesso, e dorme poco, e non sai perché, e allora mille domande.

Poi all’improvviso ti rendi conto che è passato, che è cresciuta e che avresti voluto coccolarla ancora di più. Che se tornassi indietro non ti lamenteresti di doverla tenere sempre addosso e di non poter fare niente perché ha bisogno di tutto quel contatto per vivere. Non ti lamenteresti perché tra l’altro è così leggera che basterebbe tenerla sempre in fascia per farla stare serena (e stare serena tu).

babywearing

Stupenda… (trovata su Etsy.com)

Non avrò mai più un “primo figlio”, non avrò più il tempo di guardarla così, godendomi ogni cambiamento, ogni progresso. Se arriverà un secondo figlio ci sarà anche lei a cui badare. Me l’avevano detto che me ne sarei pentita, di quei pensieri… E così è stato.

So che d’ora in poi il tempo volerà e che presto non vorrà più tutto questo contatto, e allora sarò io a cercarla mentre lei spiega sempre di più le ali.

Teneteli in braccio il più possibile, coccolateli, ignorate chi pensa ancora che i bambini si “vizino”. Dura troppo poco.

Da qualche parte ho letto una bellissima frase che recita più o meno così: “l’aria si vizia, non i bambini”. E in ogni caso finché chiedono coccole, calore e sicurezza stiamo parlando di bisogni irrinunciabili per la loro crescita. Non di giocattoli… ma questa è un’altra (lunga, lunghissima) storia.

 

 

Keep calm &… portateli addosso!

Vi lascio con una bella infografica (in italiano non ce n’era una altrettanto bella) sui vantaggi del portare, sia per i pupi che per chi porta! Per chi ha voglia di approfondire in rete c’è diverso materiale. Un bel post sui benefici del babywearing l’ho trovato qui, mentre un altro sito ricco e ben fatto è quello delle Rolling Mamas, a cui peraltro avevo chiesto consiglio per la scelta del supporto 🙂

 


Nella foto di copertina invece siamo io e la piccola Miss B davanti ad un tramonto sul lungomare di Acciaroli.

Ok, il post infinito è terminato, lei intanto mi dorme addosso nel suo nuovo marsupio e io mi godo il silenzio, il suo respiro e programmo il post.