Civiltà-in-bagno-Lawrence-Wright-Storia-della-stanza-da-bagno

Civiltà in Bagno” di Lawrence Wright è un volume del 1960 edito da Garzanti che ho scoperto cercando in rete informazioni sulla storia del bagno. Dopo 2 mesi di ricerca (dovuti al fatto che il libro non viene più ristampato) sono riuscita a procurarmelo grazie ad e-bay presso una libreria specializzata in edizioni rare. Che io sappia, non esistono altri libri sulla storia del bagno, per cui ho fatto di tutto per averlo, investendo la notevole cifra di 20,00 euro per poter sfogliare le sue pagine ingiallite dal tempo.

 

Chi era Lawrence Wright 

 

Lawrence Wright, nato a Bristol nel 1906 e morto nel 1983, fu pittore e architetto. Il nome non dirà nulla ai più, ma non era esattamente uno sconosciuto. Sulla copertina del libro si legge che esponeva alla Royal Academy prospettive urbane e altri dipinti. Una sua opera, commissionata dal London Museum, fu addirittura esposta a Kensington Palace.

 

Cosa lo portò a scrivere un libro sulla storia del bagno?

 

Nella prefazione del libro, Wright scrive: “La vita non si svolge mai secondo un piano prestabilito, e abbastanza spesso ci accade di renderci conto improvvisamente dell’estrema singolarità di una nostra azione. […] Ed è proprio con la sensazione del “ma-come-mai-ci-sono-capitato” che mi scopro a terminare un libro sui bagni e sui gabinetti di decenza. Questo non è il mio campo: io non sono un idraulico, né uno storico sociale. A quanto pare mi sono impegolato per gradi, senza accorgermene, in una situazione lievemente ridicola”.

Civiltà-in-Bagno-Lawrence-Wright-storia-stanza-da-bagnoL’autore racconta con la sua sottile ironia (che pervade l’intera opera) come si sia ritrovato in un progetto tanto singolare. Su richiesta  della Signora Montgomery – a cui dedicherà il libro – responsabile della Mostra dell’Edilizia all’Olympia Exhibition Hall di Londra, Wright acconsentì ad allestire una sorta di rassegna (un allestimento speciale, come viene definito nel libro) sulla storia della stanza da bagno.

Uso ancora le sue parole, che descrivono benissimo il mio stesso pensiero quando mi sono immersa nello studio della storia del bagno: “Via via che le ricerche proseguivano, l’argomento si rivelò più interessante di quanto non mi fossi aspettato, e il materiale affascinante, semmai troppo copioso. Venivano alla luce fatti sorprendenti”.

Al termine della sua straordinaria ricerca, affermerà soddisfatto:

La storia dei popoli si impara meglio dalle loro stanze da bagno che dai campi di battaglia“.

 

Clean-and-Decent-Lawrence-Wright-first-editionL’allestimento fu organizzato sotto il titolo di “Pulizia e decenza” (titolo originale: Clean and Decent), e suscitò talmente tanto interesse che al termine dell’esposizione un editore propose a Lawrence Wright di farne un libro.

 

Clean and decent – Civiltà in bagno

 

Civiltà in bagno è il risultato delle sue ricerche, un compendio di storia sociale e storia del costume che si ferma intorno agli inizi del Novecento, come afferma lo stesso autore nella prefazione, aggiungendo che “l’opera vuole più che altro divertire, anche se i riferimenti culturali vi affiorano continuamente”.

Il libro è suddiviso in 18 capitoli. Come viene sottolineato sin dall’inizio, non è possibile disporre gli eventi in ordine cronologico, né distinguere delle epoche aventi simili abitudini igieniche o usanze relative alla stanza da bagno. Nel volume l’autore tenta quindi di suddividere i capitoli per tematiche, seguendo una certa coerenza (es: cap.9 – Catini, bidet e vasi da notte). C’è da sottolineare inoltre che, essendo lo scrittore inglese, gli aneddoti sono ambientati in Inghilterra, Francia e Stati Uniti.

Se solo trovassi un lavoro simile anche per l’Italia…

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Le immagini che vedete qui sopra (scattate in modo vergognoso con lo smartphone solo per evitare di usare lo scanner) vi fanno rendere conto di quanto Wright abbia lavorato per questo libro, portando alla luce illustrazioni inedite sino agli anni ’60. Sfogliando queste pagine sono rimasta colpita da come alcune cose siano tremendamente attuali: la vasca con cabina doccia integrata la vedete (al centro)? Non è poi così diversa da un modello che potrebbero vendere oggi, eppure questi prodotti vengono pubblicizzati come “innovativi e di design”.

Così come lo scrittore si stupiva mentre lavorava a “Civiltà in bagno“, io mi stupisco sfogliando le sue pagine di storia del bagno, meravigliandomi di fronte ai parallelismi tra eventi storici ed evoluzione della storia del bagno. In questo blog, se vi va, seguirete con me passo passo ogni scoperta.

 

I prossimi passi

Storia-del-Bidet-Luciano-SpadanudaTra gli argomenti che più mi incuriosiscono c’è la storia del bidet. Diversi siti accennano ad alcuni aneddoti relativi all’evoluzione di questo utilissimo sanitario (così incompreso all’estero), ma questa volta c’è anche un libro italiano. Si tratta di un volume del 1998 (“Storia del bidet”, appunto) scritto da Luciano Spadanuda, ma a quanto pare è introvabile. Perfino su e-bay non ci sono copie disponibili, e non è acquistabile on-line.

“Storia del bidet”, io ti troverò – sallo.