Agevolazioni fiscali e bonus mobili

Sono mesi che cerco di fare chiarezza su agevolazioni fiscali, bonus mobili e detrazioni Irpef… ho riletto più volte diverse guide e la normativa ma per la redazione di questo post ho deciso di chiedere “aiuto”.

Mi sono rivolta a Francesco Ferretti, un giovane architetto conosciuto a Lucca in febbraio (in occasione della mia visita ad Acquadolce, ricordate?), e insieme abbiamo cercato di redigere una piccola guida su tutto ciò che riguarda le agevolazioni fiscali legate alla ristrutturazione del bagno, facendo chiarezza sull’ormai famoso bonus mobili.

 

Il risultato del nostro confronto e dei nostri approfondimenti è riassunto (per quanto possibile) in due post, che escono oggi in contemporanea:

  • Il primo è questo che state leggendo, più teorico e legato alla normativa. Ho posto all’architetto diverse domande che penso corrispondano ai dubbi di molti di voi.
  • Il secondo lo trovate sul blog di Acquadolce (cliccando qui), ed è invece dedicato alla parte pratica (iter procedurale e documentazione per l’accesso alle agevolazioni).

 

Partiamo da alcune premesse teoriche – noiose ma fondamentali – ricordandovi che in questi due articoli ci concentreremo su tutto quanto può essere connesso con la ristrutturazione del bagno, lasciando al lettore tutti gli ulteriori approfondimenti.

 

Bonus mobili e detrazioni fiscali: la normativa

 

Le detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia sono disciplinate dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi), il quale prevede una detrazione Irpef del 36% per un importo massimo di spesa sostenuto per gli interventi di 48.000 euro.

Dall’86 ad oggi però ci sono state importanti variazioni alla normativa:

  • il DL  nr. 201/2011 ha reso tali agevolazioni fiscali permanenti dal 1° gennaio 2012;
  • il DL 83/2012 ha elevato la misura della detrazione Irpef dal 36 al 50% e l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio da 48.000 a 96.000 euro, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013.
  • il DL 63/13 ha poi fatto slittare il termine dal 30 giugno 2013 al 31 dicembre 2013.
  • Infine, la Legge di Stabilità 2014 (nr. 147/2013) ha prorogato ulteriormente il termine al 31 dicembre 2014 e introdotto il famoso “bonus mobili“.

 

Ma quindi dal 2015 si ritornerà alle agevolazioni ordinarie?

No, perché la Legge di Stabilità ha previsto la possibilità di usufruire di una detrazione del 40% per le spese sostenute in tutto il 2015 (sempre con un limite massimo di spesa di 96.000 euro).

Dunque dal 1° gennaio 2016 torneremo alla situazione ante DL 201/2011, ossia detrazione Irpef del 36% e importo massimo ammesso al beneficio di 48.000 euro.

 

progetto arredo bagno

 

Cos’è il Bonus Mobili?

 

Il pacchetto di agevolazioni conosciuto come “bonus mobili” si inserisce nella più ampia disciplina delle detrazioni fiscali concesse per agevolare chi necessita di intervenire su immobili esistenti. Lo Stato intende infatti sostenere economicamente chi necessita di ristrutturare o adeguare il patrimonio alle normative sismiche, energetiche e sanitarie.

Ciò significa che chi decide di rinnovare l’arredamento per la casa (o il bagno) ma non sta ristrutturando non ha diritto ad alcun bonus, così come coloro che acquistano mobilio per una nuova costruzione (in questo caso si veda la relativa disciplina).

 

Tale bonus consiste nella possibilità di ottenere la detrazione Irpef del 50% anche per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (solo se in classe superiore alla A+, o A per i forni) purché questi siano finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.

Sono ammesse tutte le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014, per un importo massimo di 10.000 euro (che può anche essere superiore all’importo delle spese di ristrutturazione). La detrazione verrà ripartita in 10 quote annuali di pari importo. I 10.000 euro permettono di sforare dunque il tetto dei 96.000 euro previsto per le spese di recupero del patrimonio edilizio.

NB: Alla vendita di mobili per l’arredamento non viene concessa nessuna ulteriore agevolazione, per cui se si usufruisce del bonus mobili viene applicata iva ordinaria al 22%.

 

Chi può usufruirne?

Il bonus mobili spetta a tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato, che abbiano usufruito della detrazione del 50% per interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare.

Va specificato che le agevolazioni possono esser elargite non solo ai proprietari ma anche ai familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) che abbiano sostenuto le spese purché siano a lui intestati bonifici e fatture. L’agevolazione spetta infine anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese.

Dunque, ricapitolando, beneficiario della detrazione è colui che effettua la spesa.

 

Il bonus mobili è valido anche per l’arredo bagno?

Sì, se l’acquisto dei mobili da bagno è legato alla ristrutturazione (o manutenzione straordinaria) dello stesso e purché si tratti di mobili nuovi. Non è infatti ammessa la spesa sostenuta per l’acquisto di mobili usati e/o d’antiquariato.

Sono inclusi:

  • mobili da bagno (portalavabo, consolle, colonne, basi a terra, ecc…) e apparecchi di illuminazione;
  • grandi elettrodomestici nuovi (in bagno potrebbero esserci lavatrice, asciugatrice, radiatori elettrici, stufe elettriche) in classe energetica minima A+.

Non sono inclusi complementi d’arredo, tende e tessuti, porte e pavimenti. Suppongo che la specchiera da bagno debba rientrare tra i “complementi d’arredo”.

Nota importante: tra le spese detraibili si possono includere anche quelle di trasporto e posa in opera dei mobili acquistati.

 

progetto arredamento scelta colori

 

Quali sono gli interventi di riqualificazione ammessi?

Il bonus mobili viene concesso unicamente a chi ha ottenuto le agevolazioni fiscali per alcuni tipi di intervento, nello specifico quelli di:

  • manutenzione straordinaria di edifici residenziali (sia di parti comuni sia di singole unità abitative);
  • restauri conservativi o ristrutturazioni edilizie di edifici residenziali (sia di parti comuni sia di singole unità abitative) quando non legati a riqualificazioni energetiche).
  • manutenzione ordinaria di parti comuni di edifici residenziali (potrebbe ad esempio esserci un bagno comune, una zona lavanderia/lavatoi…)

 

In effetti la ristrutturazione del bagno potrebbe rientrare in tutti i casi sopraelencati. Di fatto la questione qui è più complessa in quanto non sempre risulta chiaro classificare l’intervento in termini giuridici e quindi capire come e quando sia possibile richiedere la detrazione fiscale o se convenga effettivamente farlo.

 

Manutenzione ordinaria o straordinaria: qual è la differenza?

Per manutenzione straordinaria si intendono le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico – sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. (d.p.r. 380/01 TUE).

Opere incisive come la sostituzione dei sanitari, ad esempio, spesso creano confusione. Per tali casi si può cercare di interpretare i termini “realizzare ed integrare” espressi nella definizione di manutenzione straordinaria definita dalla legge. Per “realizzare” possiamo ad esempio intendere l’inserimento di un nuovo vano bagno là dove prima non c’era e per “integrare” si può intendere per esempio l’inserimento di un box doccia in un bagno laddove prima non vi erano nemmeno le predisposizioni.

Accogliendo diverse sentenze emesse dal TAR,  ritengo che si possa parlare di manutenzione straordinaria nel caso di demolizioni e rifacimenti di parti funzionalmente o staticamente importanti (come l’inserimento di nuovi impianti ad esempio), mentre escluderei interventi relativi alle finiture.

Nel distinguo tra opere di manutenzione ordinaria o straordinaria è necessario quindi capire se l’intervento va ad intaccare la struttura dell’edificio, ossia se prevede la demolizione o il rifacimento di parti di esso.

Ristrutturare il bagno infatti non sempre comporta una manutenzione straordinaria. Ad esempio quando si sostituiscono rubinetti, piastrelle o finiture non si ha diritto al bonus mobili, in quanto tali interventi rientrano tra le manutenzioni ordinarie dell’immobile.

Se i lavori rientrano in un intervento ben più complesso che trasformerà l’edificio iniziale in un edificio del tutto o in parte diverso, esso rientrerà nel caso della ristrutturazione edilizia. Se, infine, è incluso un ampliamento del fabbricato che aggiungerà una porzione nuova di edificio, questa nuova parte si considererà una nuova costruzione e non avrà diritto alle agevolazioni fiscali (si veda la relativa disciplina).

 

Ristrutturazione del bagno per disabili: ci sono agevolazioni?

In riferimento all’eliminazione di barriere architettoniche domestiche, la normativa include esclusivamente

“gli interventi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992.”

Ciò significa che ci si limita a concedere la detrazione solo per le spese legate all’installazione di impianti che favoriscano la mobilità dei portatori di handicap, non quelle relative al solo acquisto di strumenti, in quanto in questo secondo caso non sono previsti accorgimenti impiantistici.

 

piantina arredamento

 

Per questo post ci fermiamo qui e ringrazio Francesco per la collaborazione, invitandovi a proseguire la lettura sul blog Acquadolce, dove affronteremo la parte più pratica della questione

-> Ristrutturare il bagno: focus su agevolazioni fiscali e bonus mobili #2

 

 

Architetto Francesco FerrettiFrancesco Ferretti è un architetto venticinquenne laureatosi presso la Scuola di Architettura di Firenze. Collabora presso uno studio di progettazione architettonica lucchese e si occupa di web marketing e gestione del sito e blog aziendale di Acquadolce, marchio del Gruppo Martinelli.

 

Per approfondire | Fonti

Ristrutturazione bagno e detrazioni fiscali | Bonus mobili (vademecum) | Miniguida dell’Agenzia delle Entrate

G.Guzzo – G.Palliggiano, L’attività edilizia. Titoli, procedure, sanzioni e tutela, Giuffrè, 2011 p. 195

[Photo credit: piemmegiserramenti.com; aquaevetro.it]